Capitolo 57
"Immediatamente?"
"Immediatamente."
"Lei arriverà di fronte a Menko là."
"Io ho fretta.
Lui andò all'ufficio di telegrafo, dopo avere lasciato il ministero e spedì un
invii ad Angelo Valla, a Parigi dove lui chiese al Veneziano a
lo congiunga in Firenze. Valla l'aveva assicurato che lui potesse contare su lui
per alcun servizio; e Varhely lasciò Vienna, certo che lui dovrebbe trovare
Il vecchio ministro di Manin a Firenze.
"Lui non è cambiato così molto" dopo tutto, lui disse a lui, mentre pensando di
Josef Ladany. "Senza il suo aiuto, Menko certamente mi sarebbe scappato.
Ladany ha impiegato le volte come loro sono: Zilah ed io desideriamo averli
come loro dovrebbero essere. Quale è corretto?"
Poi, mentre il treno stava portandolo a Venezia, lui pensò: Bah! era
molto migliore essere un babbeo piace lui e Zilah, e morire preservando,
come una bandiera di unsurrendered, il sogno di uno intatto.
Morire?
Sì! Dopo tutto, Varhely poteva, a questo momento, sia vicino a morte; ma,
è probabile che qualunque cosa sia il fato che l'attese alla fine del suo viaggio,
lui trovò la strada molto lungo ed il motore molto lento.
A Venezia lui prese un treno nel quale lo portò attraverso Lombardia
Toscana; ed a Firenze lui trovò Angelo Valla.
Gli italiani già seppero, in riguardo a Michel Menko, tutti che era
necessario per lui per sapere. Prima di andare a Londra, Menko, sul suo ritorno
da Pau, dopo la morte di sua moglie era andato in pensione ad una piccola casa lui
posseduto in Pistoja; e lui era andato indubbiamente qui ora.
Era una casa costruita sul lato di una collina, e circondò con oliva-
alberi. Varhely e Valla aspettarono all'albergo fino ad uno di Balla
amici che vissero a Pistoja dovrebbero informarlo dell'arrivo del
Conto ungherese. E Menko, infatti, venga a tre giorni dopo là
Varhely arrivò a Firenze.
"A-domani, il mio caro Valla", Yanski detto "Lei mi accompagnerà per vedere
Menko?"
"Con piacere", rispose gli italiani.
La casa di Menko era della distanza dalla stazione, alla molta fine del