Capitolo 60
e quando c'era ancora tempo per lui per rifiutare il suo nome alla donna che
aveva scritto loro. Il mio servitore non rispettò, o non capì. Su
il mio onore, questo è vero. Lui tenne le lettere ventiquattro ore più lungo
che io avevo ordinato che lui facesse; e non era lei io castigai chi, ma io
colpito l'uomo a che io avrei dato la mia vita."
"Accordò che c'era una fatalità di questo genere nella Sua condotta,"
Varhely risposto, freddamente "e che il Suo lacchè non capì Suo
comandi: l'atto che Lei commise non era nessuno i meno quello di un
codardo. Lei usò come un'arma le lettere di una donna, e di una donna che
Lei aveva ingannato promettendole al Suo nome quando non era più il Suo
dare!"
"È qui per difendere Mademoiselle Marsa Laszlo?" Michel chiesto, un
si balocchi superbamente.
"Io sono qui per difendere il Principessa Zilah, e vendicare Principe Andras. IO
è qui, soprattutto esigere la soddisfazione per la Sua azione atroce in
mi avendo preso come lo strumento della Sua infamia."
"Io pento profondamente e sinceramente" esso, Menko risposto; "ed io sono a Suo
ordini."
Il tono di questa risposta lasciò adito a nessuna replica, e Yanski e Valla presero
la loro partenza.
Valla ottenne poi un altro secondo dall'ambasciata ungherese, e due
ufficiali in guarnigione a Firenze acconsentirono servire come gli amici di Menko.
Si sistemò che il duello dovrebbe avere luogo in un campo Pistoja vicino.
Valla, ansioso e scomodo, detto a Varhely:
"Tutti questo è corretto e corretto, ma--"
"Ma cosa?"
"Ma suppone lui L'uccide? La destra è la destra, io so; ma di piombo
pallottole non sono necessariamente sul lato della destra, e--"
"Bene", Yanski sospeso, "in caso del peggiore che Lei deve addebitare
Lei, il mio caro Valla con l'informando il Principe come il suo vecchio amico
Yanski Varhely difese il suo onore--ed anche gli dice del luogo dove
Conte Menko può essere trovato. Io tenterò di vendicare Zilah. Se io
non riesca, 'Teremtete!'" lacerando fuori il giuramento ungherese, "lui la volontà