Capitolo 7
ed Andras, nonostante lui sentito ripieno con pietà come lui ne pensò.
Ma il marchio rosso circondò ambo questa prima "Eco di Parigi", e quello
quale lo seguì; e Zilah, ora impulso da curiosità ansiosa procedè
con la sua lettura.
Ma lui emise un uggiolare dell'ira quando lui vide, stampò alla piena lunghezza, data
su alla curiosità comune, all'ansia del pubblico per scandalo e
alla malignità di forme per cappelli, un'allusione diretta al suo matrimonio--peggio
che che, la molta storia del suo matrimonio mise in un oltraggioso
maniera prossimo al paragrafo nel quale il suo nome pressocché fu scritto apertamente.
Il redattore del diario di società passò direttamente dalle informazioni in
riguardi alla malattia di Principessa Z. ad una storia allegorica in che
Andras vide i segreti della sua vita e le ferite di cuore suo posarono nudi.
ROMANZO UN POCO PARIGINO
Come la maggior parte dei romanzi Parigini di a-giorno, il piccolo romanzo in
domanda è un esotico. Parigi appartiene a stranieri. Quando il
Parigini i cui nomi appaiono nelle cronache di maniera, non è
Americani, russi Roumanians, portoghese inglesi, cinese o
L'ungheresi, loro non contano; loro non sono più parigini. Il
Parigini del giorno sono parigini del Prater, del Newski
Prospettiva o di quinto Viale; loro non sono più pureblooded
Parigini. All'interno di dieci anni da ora i viali saranno
situato a Chicago, ed uno andrà a passare le sue sere al
Teatro di Eden di Pekin. Quindi, questo è l'ultimo romanzo Parigino:
C'era una volta su un tempo a Parigi un grande signore, un Moldavian o un
Wallachian, o un Moldo-Wallachian (in una parola, un parigino--un parigino
del Danube, se gli piace) che precipitò in amore con un giovane greco,
o turco, o Armeno (anche di Parigi), come scuro-browed come la notte,
bello come il giorno. Il grande signore era di una certa età che
è, un'età incerta. Il bel ateniese o Georgiano, o
Circassian, era giovane. Il grande signore generalmente fu considerato