Principe Zilah - Volume 3

Jules Claretie

Capitolo 71

conversazioni che loro avevano avuto di sera, quando un disdegni nebbia argentata
il parco maestoso, e la villa bianca apparve in lontananza vagamente di fronte a loro piaccia
del palazzo di fantasma di regno delle fate.  Col Tzigana che si aggrappa al suo braccio,
lui aveva visto quelle fontane, con le loro acque che cantano che prato largo
tra le due linee lunghe di alberi, quelli che lasciano senza fiato percorsi attraverso il
piantagione d'arbusti;  e, nell'emozione svegliata da questi luoghi bene-ricordati,
c'era una sensazione del dolore amaro ai pensarono della felicità che
sarebbe stato i suoi facevano adempiere il fato alle sue promesse che aumentarono,
piuttosto che placò, la rabbia del Principe.

Come i suoi passi lo condussero meccanicamente più vicino e più vicino alla casa dove
lei visse, tutti i dettagli della sua matrimonio-giorno colorarono di rosa nella sua memoria, e lui
girato a parte vedere di nuovo la piccola chiesa, la soglia di che loro
aveva attraversato insieme--lei squisitamente bello nei suoi drappeggi bianchi, e
lui che inonda con felicità.

La piazza di fronte al santuario ora fu abbandonata e le foglie erano
cominciando a precipitare dagli alberi.  Un uomo stava mentendo addormentato sui passi
di fronte alla porta lanciata.  Zilah stette in piedi, mentre guardando fisso al portale Gotico, con un
statua della Vergine Madre sopra di lui, e si chiese se sia colui che
aveva condotto una volta là una bella ragazza, circa divenire sua moglie;  ed il triste,
chiesa chiusa produsse su lui l'effetto di una tomba.

Lui si trascinò via dalla contemplazione della soglia di pietra,
dove dormì l'uomo stanco--forse bevuto, a tutti gli eventi più felice che il
Principe--e procedè sul suo modo attraverso i boschi alla dimora di Marsa
Laszlo.

C'era, Zilah ricordò bene, piuttosto vicino là, un genere di stretto
valle (dove il Sindaco di Maisons fu detto per realmente avere intrattenuto
Luigi XIV ed i suoi cortigiani, come loro stavano ritornando da Marly), un bello
chiazzi, circondò da pendii erbosi coperti con violette, un poco ombroso,
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