Capitolo 72
Legno di Virgilian, dove lui e Marsa avevano via dreamed molte ore felici.
Loro l'avevano battezzato Il Vale o f Violette. Quanti ricordi erano in
quel nome dolce ogni uno di che pugnalò e Zilah esasperato, sorgendo
di fronte a lui così molti spettri piacciono.
Lui accelerò i suoi passi, mentre ripetendo:
"Lui è là! Lei sta aspettandolo! Il suo innamorato è là!"
Alla fine della strada, di fronte alla villa chiusa e silenzioso come il vecchio
chiesa, lui si fermò. Lui era giunto alla sua destinazione; ma cosa era
circa fare, colui che--chi su a questa volta aveva protegguto il suo nome dal
alito velenoso di scandalo?
Lui stava quasi per uccidere Menko, o essere uccisosi. Un duello! Ma quello che
era il bisogno di proporre un duello, quando, esercitando i suoi diritti come un
marito, lui potrebbe castigare l'uomo e la donna?
Lui non esitò da molto comunque, ma avanzò al cancello, mentre dicendo,
ad alta voce:
"Io ho diritto ad entrare nella mia propria casa."
Al tintinnio della campana fu risposto l'abbaiare di Duna, Bundas e
Ortog che lacerò furiosamente alle loro catene di ferro.
Un uomo apparve al momento sull'altro lato del cancello. Era un
nazionale chi Andras non seppe e non aveva visto mai.
"Augura vedere chi?" chiesto all'uomo.
"Il Principessa Zilah!"
"Chi è?" esatto l'uomo, la sua mano sulla freccia interna del
cancello.
"Principe Zilah!"
Gli altri stettero in piedi immobili in stupore, mentre tentando di vedere, attraverso il
l'oscurità, la faccia del Principe.
"Mi sente?" Andras richiesto.
E, come il nazionale il cancello aprì, come se osservare l'aspetto di
il visitatore, il Principe gli diede una spinta nervosa che gettò il servitore
volto indietro; e, una volta all'interno del giardino, lui venne vicino a lui, e detto:
"Guardi bene a me, in ordine che Lei può riconoscermi di nuovo. Io sono master
qui."
L'occhio chiaro di Zilah e maniera imperiosa impaurirono l'uomo, e lui inarcò umilmente,
non parlare.
Andras accese il suo tallone, montò i passi, ed entrò nella casa; poi
lui si fermò ed ascoltò.