Capitolo 73
Lei era con lui. Sì, un uomo era là, e l'uomo stava parlando,
parlando a Marsa, parlando indubbiamente di amore.
Menko, col suo baffi torto il suo bel sorriso e suo delicato
profili, era là, parte posteriore che la porta. Una riga rossa di luce dal
salone dove era Marsa mostrò sotto della porta alla quale bramò il Principe
scoppio apre col suo piede. Con rabbia e l'amarezza che riempono il suo cuore,
lui si sentì capace di entrare là, e colpendo selvaggiamente, pazzamente al suo
concorrente.
Come questi due esseri avevano giocato con lui; la donna che aveva mentito a lui,
ed il codardo che gli aveva spedito quelle lettere.
Improvvisamente la voce di Marsa precipitò sul suo orecchio che ricco, voce di contralto lui
seppe così bene, mentre parlando in accenti di amore o la gioia.
Cosa stava aspettando? La sua mano calda, febbricitante cercò l'il manico di suo
spari, e, sgambando in avanti, lui gettò aperto la porta della stanza.
La luce da una pelle di lampada opale-tinta pieno sulla sua faccia. Lui stette in piedi
eriga sulla soglia, mentre due altre facce furono dirette verso lui,
due facce pallide, Marsa ed un altro.
Andras fece una pausa in stupore.
Lui aveva cercato Menko; lui fondò--Varhely!
CAPITOLO XXXIII
IL DUELLO
"Yanski!"
Marsa balzò indietro in paura a sentendo questo uggiolare e l'aspetto improvviso di
il Principe; e, tremando come una foglia, con la sua faccia ancora girata verso
quella soglia dove Andras stette in piedi, lei mormorò, in una voce soffocata con
emozione:
"Chi è là? Chi è?"
Yanski Varhely, incapace credere i suoi occhi, avanzato come se assicurarsi.
"Zilah!" lui esclamò, nella sua svolta.
Lui non poteva capire; e Zilah stesso si chiese se lui non sia
la vittima di alcuna illusione, e dove potesse essere Menko, quel Menko che
Marsa si era aspettato, e che lui, il marito era venuto a castigare.
Ma i di più sconcertarono, nel suo stupore muto eravamo Marsa, i suoi labbra
tremando, la sua faccia di cenere, i suoi occhi ripararono sul Principe, come lei si inclinò