Capitolo 79
né marito, io non sarò nulla, un recluso, un prigioniero. Sarà bene!
sì, per me, la prigione, la cella, morte in una vita trascinata lentamente fuori!
Ah! Io merito quella punizione, ed io auguro venire da Lei la mia frase;
Io gli auguro dirmi che io sono gratis per scomparire, e che Lei mi ordina
fare così--ma, alla stessa durata, mi dica, oh, mi dice, che Lei ha
mi perdonato!"
"IO!" Andras detto.
Negli occhi di Marsa un genere di eccitamento selvatico, una brama per sacrificio era un
sete per martirio.
"Capisco che Lei desidera entrare in un convento?" Andras chiesto,
lentamente.
"Sì, il più severo e più oscuro. Ed in quella tomba io porterò,
con la Sua condanna ed addio, il rammarico amaro del mio amore, il
peso del mio rimorso!"
Il convento! Il pensiero di tale fato per la donna lui amò ripieno
Andras Zilah con orrore. Lui immaginò la scena terribile di Marsa
separazione dal mondo; lui potrebbe sentire la voce del fare da testimone
vescovo che getta le parole crudeli sul vivente, come terra sul morto;
lui potrebbe vedere pressocché il barlume delle forbici come loro tagliarono attraverso lei
belli capelli scuri.
Inginocchiandosi di fronte a lui, i suoi occhi bagnato con ferite lacere, Marsa era come bello in lei
si addolori come un Mater Dolorosa. Tutto il suo amore si agitò su nel suo cuore, ed un
la tentazione selvatica l'assalì per tenere la sua bellezza, e disputa col
convento questo penitente assolto da rimorso.
Lei si inginocchiò pentita là, mentre piangendo, torsione le sue mani, chiedendo a nulla
ma il perdono--una parola, una sola parola della pietà--ed il permesso per seppellire
lei per sempre dal mondo.
"Quindi", lui disse, improvvisamente, "la cella di convento, la prigione non terrorizza
Lei?"
"Nulla mi terrorizza ometta il Suo disprezzo."
"Vivrebbe lontano da Parigi, lontano dal mondo lontano da tutto?"
"In un canile di cani, sotto la frusta di un slavedriver; pietre che rompono,
implorando il mio pane, se Lei dicesse a me: 'Faccia che, è riparazione!'"
"Bene!" Andras pianto, appassionatamente il suo labbra tremando, il suo sangue