Amy E. Samuel M.;Zwemer Zwemer
Capitolo 56
him,--nessuno movimento; Io approached,--il animale era morto: i suoi occhi
sporto; la sua lingua fuori della sua bocca; la schiuma raggruppò tondo
le sue mascelle. Io lo presi nelle mie braccio; Io lo portai al fuoco. IO
il dolore acuto e sentito per la perdita di mio povero favorite,--acuto stesso-
rimprovero; Io mi accusai della sua morte; Io immaginai lui era morto di
paura. Ma su cosa era trovando la mia sorpresa che il suo collo era
davvero rotto. Questo era stato fatto nel buio? Lo debba non abbia
stato da una mano umano come il mio; non è dovuto essere una creatura umana là
agenzia tutto il tempo in quella stanza? Buon causa per sospettarlo. IO
non può dire. Io non posso fare equamente più dello stato il fatto; il
lettore può disegnare la sua propria inferenza.
Un altro sorprendente il circumstance,--mio orologio fu ripristinato il
proponga da che era stato prelevato così misteriosamente; ma aveva
fermato al molto momento che è stato prelevato così, né, nonostante tutti
l'abilità dell'orologiaio, mai l'ha andato since,--quello è, esso
vada in un modo strano, eccentrico per alcune ore, e poi venga a
una fermata morta; è indegno.
Nulla più accaduto per il resto della notte. Né, davvero, aveva io
lungo aspettare di fronte all'alba ruppe. Non fino a lui era luce del giorno larga
io finii la casa infestata dagli spettri. Prima che io facevo così, io rivisitai il
piccola stanza cieca in che il mio servitore ed io ero stato per un
tempo imprigionò. Io avevo un'impressione forte--per che io non potevo
conto--che da quella stanza aveva originato il meccanismo del
fenomeni, se io posso usare il termine nel quale era stato esperimentato mio
camera. E sebbene io ora lo digitai di giorno chiaro, col
sole che sbircia attraverso la finestra annebbiata, io ancora sentii, come io stetti in piedi su
i suoi pavimenti, lo strisciamento dell'orrore che io prima avevo là
esperimentato prima la notte, e quale era stato aggravato così da
quello che era passato nella mia propria camera. Io non potevo, davvero, nasca a