Amy E. Samuel M.;Zwemer Zwemer
Capitolo 80
conoscenza pratica, mai suggerisca nei loro lavori mistici al
la realtà di quel reame che è aperto alla magia--mai il suggerimento che alcuni
vuole dire meno familiare del forno e mantice sono essenziali a lui
chi esplora l'elisir della vita. Colui che beve a gran sorsi una volta quel elisir,
ottiene nelle sue molte vene il brillante fluido dal quale lui emette
la forza della sua volontà ad agenzie inattivo in Natura, a giganti
non visto nello spazio. E qui, come lui passa il confine che
divide suo assegnò e la mortalità normale dalle regioni e
corse che magico da solo può esplorare, così, qui, lui si rompe il
salvaguardi tra lui e le tribù che sono ostili. È esso
non mai così tra uomo ed uomo? Faccia una corsa il più gentile e
pausa timida e civilizzata su un lato un fiume o montagna, e
un altro ha casa nella regione oltre, ognuno, se non passa il
barriera che s'interpone, con ciascuno vivo in pace. Ma se ambizioso
avventurieri scalano la montagna, o attraversa il fiume, con disegno a
soggioghi ed asservisca la popolazione che loro invadono audacemente, poi tutti il
invaso sorga in collera e sfida--i vicini di casa sono cambiati in
nemici. E perciò questo processo--da che un semplice sebbene raro
materiale di Natura è fatto per produrre ad un mortale il vantaggio di una vita
quale porta, con la sua resistenza gloriosa a Time, desideri e
facoltà a soggetto ai suoi esseri di servizio che indulgono nella terra
e l'aria ed il profondo--mai è stato uno dello stesso pericolo che
un invasore deve affrontare quando lui attraversa i confini della sua nazione. Da
questa chiave da solo Lei apre tutte le celle del sapere dell'alchimista; da
questo capisce da solo come un lavoro che un chimico è più greggio
apprendista potrebbe compiere, ha confuso i padri giganti di tutti Suo
bambini rimpiccioliti di scienza. Natura che immagazzina questo inapprezzabile
vantaggio, sembra restringersi dal concederlo per equipaggiare--l'impercettibile
tribù che l'aborriscono si oppongono al guadagno che darebbe
loro un padrone. Il più ottuso di quelli di che erano i vita-cercatori