Lettere di Marcus Tullius Cicerone

Marcus Tullius Cicero

Capitolo 62

lui farebbe un arralgement col suo collega e riuscirebbe
Lei:  che una legge di curiatian era una cosa corretta per un console, ma era
non una necessità:  che da quando lui era in possesso di una provincia da un
delibera del senato, lui dovrebbe avere imperiuns in virtù del
Legge di Cornelian fino a tale durata come lui entrò nella città. Io non so
quello che Suo molti connexions scrivono a Lei sul soggetto:  IO
capisca quell'opinione varia. Ci sono alcuni che pensano che Lei
rifiutare giuridicamente di finire la Sua provincia, perché il Suo successore è
chiamato senza una legge di curiatian:  alcuni anche la presa che, anche se Lei fa
lo finisca, Lei può lasciare dell'uno dietro a Lei per condurre suo
governo. Per me, io non mi sento così certo sul punto di
legge--anche se non c'è anche molto dubbio circa che--come io faccio di
questo, che è per il Suo più grande honour, la dignità, e l'indipendenza,
quale io so sempre Lei valuta sopra tutto, dare su
la Sua provincia ad un successore senza alcuna dilazione, specialmente come Lei
non può contrastare la sua avidità senza sospetto eccitante di Suo
proprio. Io riguardo il mio dovere come duplice--farLe sapere quello che io penso,
e difendere quello che Lei ha fatto.

PS.--Io avevo scritto il sopra di quando io ricevetti la Sua lettera circa il
publicani, a chi io non potevo ma ammiro la giustizia di Suo
condotta. Io avrei potuto desiderare che Lei era stato capace da sonico
l'opportunità fortunata di evitare correre cassa agli interessi ed auguri
di quel ordine cui honour che Lei ha promosso sempre. Per mio
divida, io non cesserò difendere le Sue delibere:  ma Lei sa il
modi di quella classe di uomini;  Lei è consapevole come amaramente ostile loro
era al Q. famoso Scaevola stesso. Comunque, io La consiglio a
riconcili quel ordine a Lei, o almeno ammorbidisca i suoi sentimenti, se Lei
da alcuni mezzi faccia così. Sebbene difficile, io penso che è,
ciononostante, non oltre la portata della Sua sagacia.

XVI

A C. TREBATIUS TESTA (In GAUL)

ROMA (NOVEMBRE)

Nel Cavallo" di "Trojan, Lei ricorda solo alla fine, le parole,
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