Capitolo 69
anche Sepyra e Terreni di proprietà comune che offrirono un deciso e
resistenza prolungata da di fronte allo spuntar del giorno fino a quattro nel
pomeriggio--Pomptinus che è in comando in quella parte di
Amanus--noi prendemmo, dopo avere ucciso un grande numero del nemico, e
tempestato e mise fuoco a molte fortezze. Dopo queste operazioni
noi posammo accampato per quattro giorni sugli incitamenti di Amanus, vicino il
Arce Alezandri, e tutta quella durata noi dedicammo alla distruzione di
gli abitanti rimanenti di Amanus, e devastando le loro terre
su quel lato della montagna che appartiene alla mia provincia.
Avendo portato a termine questo, io condussi via l'esercito a Pindenissus, un
città dell'Eleutherocilices. E siccome questa città fu situata su un
molto alto e fortificò fortemente macchia, e fu abitato da uomini
chi non hanno sottoposto mai anche ai re, e da quando loro erano
harbourage che offre a disertori, e stava aspettandosi impazientemente il
arrivo del Parthians, io lo pensai all'importanza al prestigio
dell'impero per sopprimere la loro audacia, in ordine che là poteva
sia meno la difficoltà nel rompere gli spiriti di tutti come era
dovunque disaffezionò alla nostra regola. Io li circondai con una staccionata
e trincea: Io li assediai con sei forte e campi enormi: IO
li assaltati dall'aiuto di terra-lavoro, pent-case, e torri:
ed avendo assunto catapulte numerose ed arcieri, con grande
personale lavori, e senza agitando gli alleati o costarli
qualsiasi cosa, io li ridussi a tali estremità che, dopo ogni
regione della loro città era stata battuta in giù o era stata sparata, loro
si arreso a me nel cinquanta-settimo giorno. Il loro prossimo neighbours
era le persone di Tebra, nessuno meno predatore ed audace: da
loro dopo la cattura di Pindenissus io ricevetti ostaggi. Io poi
congedato l'esercito a trimestri di inverno; ed io misi mio fratello in
comandi, con ordini per collocare gli uomini in villaggi che avevano uno
stato catturato o fu disaffezionato.
Bene ora, io posso Lei fa convincere tatto che, debba un moto