Capitolo 45
corse di strada pubbliche; delle parti stanno bene, altri boschivo ed acquinitroso.
Sabato, 18.--Giorno eccellente; noi ora c'avvicinammo a Bendigo. Il legname qui è
molto grande. Qui noi vedemmo l'abbaio di ferro maestoso, EUCALYPTI prima il
tronchi di che è suonato il flauto con la regolarità squisita di un Doric
colonna; loro sono in verità gli ornamenti più nobili di questo possente
foreste. Alcuni miglia favoriscono, e gli scavi loro lo scoppio su
la nostra vista. Mai non io dimentico quella scena, rimborsò bene un viaggio
anche di sedici milli miglia. Gli alberi non avevano funzionato ogni taglio; esso
sembrato un piano sabbioso, o una successione non rotta enorme di innumerevole
buche di ghiaia--la terra fu girata dappertutto su--le teste di uomini
in ogni direzione stava scoccando su ed in giù dai loro buchi. Bene
un scrittore australiano, nel parlare di Bendigo lo chiami "Il
Carthage del Pneumatico di Torrente di Foresta." Il sonaglio della culla, come esso
ondeggiato avanti ed indietro, i suoni della scelta e spala, il borbottio occupato di
migliaia così molta, le tende innumerabili, i negozi con le grandi bandiere
innalzato sopra di loro, bandiere di ogni forma, colour, e nazione dal
leone ed unicorno dell'Inghilterra all'aquila russa, lo strano ancora
costume pittoresco degli sterratori loro, tutti contribuirono
renda il romanzo di scena nell'estremo.
Noi affrettammo il più rapidamente possibile attraverso questa località eccitante; e,
dopo cinque miglia viaggiante, arrivò al Burrone del Falco dell'Aquila, dove noi
impeciato le nostre tende, supped e pensionato rimanere--tuttavia, per me a
il meno, non dormire. L'eccitamento del giorno era cura sufficiente per
sonnolenza. Prima di procedere con un conto del nostro doings al
Aquila Falco, io darò un disdegni schizzo del carattere e
le particolarità degli scavi loro, quali non sono chiaramente
confinato ad una macchia, ma è le caratteristiche che di solito
esista in alcune regioni aurifere, dove sono a lavoro gli sterratori. Io voglio