Topsy-Turvy Land - Arabia Pictured per Bambini

Amy E. Samuel M.;Zwemer Zwemer

Capitolo 29

li dati finito a Hermann che li intascò nel più fresco
maniera possibile, ed immediatamente lasciò la casa.

La prossima sera che Hermann è apparso di nuovo alla tavola.  Ognuno era
aspettandosilo.  I generals e consiglieri privati lasciarono il loro silenzio
per guardare dramma così straordinario.  I giovani ufficiali
finito i loro sofà, ed anche i servitori si accalcarono nella stanza.
Tutti pigiarono Hermann rotondo.  Gli altri giocatori andarono via via calciando al volo,
impaziente vedere come finirebbe.  Hermann fu di fronte alla tavola, e
si preparato a giocare contro il pallido da solo, ma ancora sorridendo
Chekalinsky.  Ognuno aprì un pacco di schede.  Chekalinsky si mosse a fatica.
Hermann prese una scheda e lo coprì con un palo di banca-note.  Esso
era come un duello.  Silenzio profondo regnò circa.

Chekalinsky cominciò a dare, le sue mani tremarono.  Sulla destra un
regina girò su, e sulla sinistra un asso.

"Asso ha vinto!" Hermann pianto, mostrando la sua scheda.

"La Sua regina ha perso", Chekalinsky detto, cortesemente.

Hermann cominciò;  invece di un asso, là posi di fronte a lui la regina
di vanghe!  Lui non poteva credersi gli occhi, né lui potrebbe capire
come lui aveva commesso tale errore.

A quel momento sembrò a lui che la regina di vanghe sorrise
ironicamente, e fece l'occhiolino il suo occhio gli.  Lui fu colpito da lei
somiglianza straordinaria. . . .

"La vecchia Contessa!" lui esclamò, afferrò con terrore.  Chekalinsky
raggruppato sui suoi vincitori.  Per del tempo Hermann rimase perfettamente
immobile.  Quando finalmente lui lasciò la tavola, c'era un generale
la commozione nella stanza.

"Splendidamente calciò al volo!" detto i giocatori.  Chekalinsky si mosse a fatica il
schede da capo, ed i giochi seguirono come al solito.

       .          .          .          .          .

Hermann andò fuori della sua mente, ed ora è confinato in numero di stanza
diciassette dell'Ospedale di Oboukhoff.  Lui non risponde mai qualsiasi
domande, ma lui mormora con rapidità insolita continuamente:  "Tre,
sette, asso!  Tre, sette, regina!"
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