Amy E. Samuel M.;Zwemer Zwemer
Capitolo 36
in quattro che stavano giacendo accanto a lui. "Lo legga, per favore. Ad alta voce! quindi
che lei può sapere."
Lui diresse i suoi occhi verso sua moglie. Il dottore cominciò controvoglia
il suo compito sgradevole. Lui era un uomo del sentimento eccellente, ed anche se lui
non aveva nessuna opinione molto alta della moglie generale, ancora lei era un
donna. Ed una bella donna. Lui avrebbe preferito che lei
dovrebbe imparare da qualcuno altro quanti dei piaceri della vita
stava scivolando via da lei, nella virtù della volontà nuova. Ma là
non era nulla per lui ma fare come lui fu ordinato. Era duro sempre
opporre Iuri Pavlovitch; ora era piuttosto impossibile.
Olga Vseslavovna ascoltò la lettura della volontà con completo
calma. Lei sedette immobile, mentre inclinandosi di nuovo in una poltrona, con
occhi sconfortati, e mostrando solamente la sua emozione quando suo marito era nessuno
più da molto capace soffocare un gemito. Poi lei girò verso lui lei
impallidisca, la bella faccia, con segnali evidenti di comprensione sincera e
stava sorgendo anche venire alla sua assistenza. L'uomo ammalato
rifiutò impazientemente i suoi servizi, mentre girando significativamente i suoi occhi
verso il dottore che stava leggendo la sua ultima volontà e testamento come
sebbene lui direbbe: "Ascolti! Ascolti! La concerne."
La concernè, senza un dubbio. La moglie di Nazimoff Generale
imparato che, invece di un reddito di cento mila per anno,
quale lei aveva avuto diritto ad aspettarsi, lei potrebbe contare solamente su una somma
sufficiente tenerla da povertà; quello che nella sua opinione era un lago
compenso.
Il dottore finì leggendo, mentre tossendo nascondere la sua confusione, e
piegato lentamente il documento.
"Ha sentito?" chiesto al generale, in un svenimento voce convulsa.
"Io ho sentito, il mio amico", rispose quietamente a sua moglie.
"Ha nulla per dire?"
"Cosa posso dire? Lei ha diritto a sbarazzarsi di quell'al quale appartiene
Lei. . . . Ma. . . ancora io. . ."