Amy E. Samuel M.;Zwemer Zwemer
Capitolo 59
ordinariamente mostrò; ed il diacono, soprattutto ansioso coprire il suo
negligenza, cominciò ad intonare la liturgia, mentre prestando un'atmosfera di
la solennità alla stanza intera.
I servitori, ritornando per annunciare che la camera da letto era pronta,
fu ordinato da Anna Iurievna alzare la donna di svenimento con tutti
cura e la gentilezza, e lei lei andò con loro a vedere il
moglie generale diede in salvo nella sua stanza, ed aspettò mentre il
dottore faceva tutti nel suo potere per farla più comodo. Olga
Vseslavovna subito non recuperò coscienza. Lei sembrò
passi da un svenimento in un sonno scomodo che, comunque, gradualmente
divenuto più quieto.
Solamente poi, come lei stava lasciando la stanza, faceva Anna il bethink di Iurievna
suo delle parole strane che erano precipitate sui suoi orecchi: "La volontà!
Nelle sue mani! Lo prenda!" E ripetendoli interrogatoriamente a
lei, lei camminò lentamente indietro verso la stanza in che la posò
il corpo di padre.
Ma lei fu occupata anche più coi suoi propri pensieri. Lei no
feltro più lungo nel suo cuore il risentimento amaro verso Olga
Vseslavovna che l'aveva riempito ieri. Lei era consapevole di un
sentendo del dolore per la donna indifesa, di compassione per lei
vuoti, la vita poco profonda, la frutta di un cuore vuoto, poco profondo. E lei
stava chiedendosi perché le vite così vuote, senza gioia dovrebbero esistere in un mondo
dove c'erano felicità così profonda e la gioia.
Lei venne su alla bara di suo padre, vicino a che era il diacono
ancora ronzando fuori la sua liturgia, e stette in piedi accanto al corpo morto,
sembrando in giù al forte, faccia quieta e richiamandola vividamente
sogno della notte prima. I suoi occhi rimasero sulle molte stelle e
medaglie sul suo seno, e sulle sue mani, agganciò quietamente in morte.
Poi improvvisamente, e piuttosto meccanicamente, l'uggiolare di Olga Vseslavovna, come
lei ritornò a coscienza, ritornò nella sua mente:
"La volontà! Nelle sue mani! Lo prenda!" E curvando in giù, lei notò