Capitolo 29
Oh, io annullo, rifiuti, disconosca, e ripudi completamente
Ogni debito in qualche genere, disconosca ogni richiesta, ed onta,
Yea, la propria scrittura di mio proprio cuore, la propria firma della mia anima! Ah, no!
Io sarò gratis in questo; Lei non può, nessuno può, mi leghi.
No, il mio amico, se Lei desidera essere detto, era soprattutto questo cose,
Questo che mi ha incantato, ah sì, anche questo, che lei mi contenne a nulla.
No, io potrei parlare come io accomodai; venga vicino; assicuri cravatte, come io immaginai;
Legame e si impegna deep;--e ecco, nella mattina seguente
Era come prima ogni e'en, come losings in giochi giocati per nulla.
Sì, quando io venni, con paure di mezzo nella mia anima, con una semi-spettacolo
Al primo passo che si rompe nel suo ruolo pietoso di evasione,
Quando muoversi a fatica io venni, compromettere, non riunione, appuntamenti,
Ecco, coi suoi occhi calmi lei mi soddisfece là e non seppe niente di lui,--
Unexpecting stato in piedi, inconscio. Lei non parlò di obbligazioni,
Non saputo di debito--l'ah, no, io lo credo, per ragioni eccellenti.
X. Claude ad Eustace.
Appenda questo pensante, finalmente! cosa buono è? oh, e quello che cattivo!
Oh, che danno ed il dolore! come un orologio nella camera di un uomo ammalato,
Funzionando e funzionando, ed ancora attraverso ciascuno celato di sonno perseguire.
Cosa farò a thee, O tu Preservatore di uomini? Abbia compassione;
Sia favourable, e senta! Prenda da me questa conoscenza regia;
Mi faccia, contento e mette la sordina a, con le bestie dei campi, i miei fratelli,
Tranquillamente, felicemente lie,--e mangia erba, come Nebuchadnezzar!
XI. Claude ad Eustace.
Anche, Tibur è bello ed il frutteto si inclina, e l'Anio
Precipitando, precipitando ancora, alla cadenza lirica ed antica;
Tibur e la marea di Anio; e mai rinfresca da Lucretilis,
Col ruscello di Digentian, e con la fontana di Bandusian,
Piegato nelle interruzioni di Sabine, la valle e villa di Horace:--
Così vedendo io cantai; vedendo quindi ed ascoltando dicono io,
Qui come io siedo dal ruscello, come io guardo fisso alla cella del Sibyl,