Capitolo 30
Qui con la casa di Albunea ed il boschetto di Tiburnus accanto a me;*
Tivoli bello è, e musicale, O Teverone,
Gettando da montagna a piano, thy divisero acque impetuose,
Le acque di Tivoli e pietre; ed equo a Monte Gennaro
(Bazzichi, addirittura ancora, io devo pensare, come io vago e guardo fisso, delle ombre,
Si affievolito ed impallidisce, ancora immortale, di Faunus, le Ninfe, e le Grazie).
Si schiarisca in se stesso, ed ancora più correttamente con creatura umana che completa le creazioni,
Piegato in interruzioni di Sabine la valle e villa di Horace:--
Così vedendo io cantai; così ora--Né vedendo, né sentendo,
Né da cascata cullata, né piegò in abbracci di sylvan,
Né da cella del Sibyl, né avanzando il Monte Gennaro,
Fatto sedere sulla banca di Anio, né centellinando le acque di Bandusian,
Ma sull'altezza di Montorio, guardando in giù sulle strade tegola-vestito, il
Cupole, croci, e cupole, i cespugli e cucina-giardini,
Quali, dalla grazia del Tibur si proclamano Roma dei romani,--
Ma sull'altezza di Montorio, guardando avanti alle montagne di vapoury,
Ingannando il prigioniero Hope con illusioni di visione e voglia,--
Ma sull'altezza di Montorio, con questi soldati stanchi da me,
Aspettando fino ad Oudinot entra, riabilitare Papa e Turista.
* -- domus il resonantis di Albuneae,
Praeceps di Et Anio, et il lucus di Tibuni, et uda
Rivis di pomaria di Mobilibus
XII. Mary Trevellyn al Signorina Roper.
La cara Signorina che sembra, Giorgio Vernon prima che noi lasciammo Roma, detto
Qualche cosa al Sig. Claude circa quello che loro chiamano le sue attenzioni.
Susanna, due notti fa per la prima volta, parlò questo a Georgina.
È Così sgradevole ed importunando Così pensare di!
Se potesse essere conosciuto solamente, sebbene noi non possiamo rincontrarlo mai, quello
Era ogni Giorgio sta facendo, e noi eravamo completamente inconsci,
Può estremamente allevi--Suo mai Mary affettuosa.
P.S. (1)
Ecco la Sua lettera arrivò questo momento, nel momento in cui me volle.