Capitolo 6
Striscia e replaster e sostanza da spalmare e fa quello che loro vogliono con thee, sia così!
Qui sotto il grande portico di colonne corinzie e colossali,
Qui come io cammino, sogno i campanili cristiani sopra di loro?
O, su una panca come io siedo e sopporto per ore lunghe, fino a thy intero enorme
Tondo cresce fioco come in sogni ai miei occhi, io nicchie di thy di repeople,
Non coi Martiri, e Santi, e Confessori, e Vergini, e bambini,
Ma con le forme più possenti di un più vecchio, l'adorazione di austerer;
Ed io recito a memoria a me, come
Ansioso per battaglia qui
Vulcan stato in piedi, qui il matronal Juno,
E con l'arco alla sua spalla fedele
Colui che con laveth della rugiada puro di Castaly
Le sue serrature che fluiscono che holdeth di Lycia
La foresta di quercia ed il legno che l'hanno annoiato,
Il proprio Apollo di Delos e Patara.*
* Stetit di avidus di Hic
Vulcanus, hic matrona Juno, et
Nunquam humeris positurus arcum;
Puro di rore di Qui il lavit di Castaliae
Solutos di Crines, qui il dogma di Lyciae
Silvam di natalemque di Dumeta,
Et di Delius Patareus Apollo.
IX. Claude ad Eustace.
Ancora è piacevole, io lo possiedo, essere nella loro società; piacevole,
Purchessia altro può essere, sopportare nella presenza femminile.
Piacevole, ma offende, dirà? Ma questa coesistenza felice, serena
È a delle anime molli e povere, io temo, una necessità semplice,
Carne e bibita e la vita, e musica, riempendo con dolcezza,
Entusiasmando con melodia dolce, con armonie sommergendo strano,
Tutte le sequenze lungo-silenziose di una stoffa goffa, insignificante.
Ancora come per quello, io potrei vivere, io credo, con bambini; avere quelli
Forme includendo puro e delicato, muovendosi circa Lei,
Questo era abbastanza, io potrei pensare; e veramente con dimissione contenta
Poteva dal sogno di Romanzo, dalla febbre dell'adolescenza allineata il testo,
Guardi scappare ed abbassarsi in funzioni di zio e pacate.