J. E. (Joseph Edmund) Collins
Capitolo 41
sia qui da questa durata." Mentre lui stava parlando ancora un temporale di gridare
venuto dal wigwams di Grande Orso, e tre o quattro risultato di prodi
fu visto torrenziale dalle loro tende, come api che legano in un fascio fuori di un alveare.
Ogni aveva una pistola nella sua mano, ed un'accetta nella sua cintura. La causa
di questa commozione improvvisa era presto apparente: su metà un miglio
due esploratori di polizia distanti stavano cavalcando comodi lungo il piano
verso il Forte, e non sospettando evidentemente il pericolo che
li minacciati. Loro avanzarono ad un punto approssimativamente duecento recinti da
le staccionate; poi un grido salì da un corpo di prostrato attacca con ferocia,
ed immediatamente mezzi cento fucili furono dimessi. Uno degli uomini
precipiti dal suo cavallo, morto sulla prateria; ma gli altri cavalcarono
attraverso il temporale di piombo al Forte, ed entrò colpito da metà un
dozzina di pallottole.
"I diavoli hanno cominciato!" mormorato l'Ispettore, e lui vibrò
da testa a piede, ma non con paura.
Il primo gusto di set di sangue l'attacca con ferocia in un stato alto di
esultanza. Loro raggrupparono gridando e ballando, e balenando loro
arma nel sole circa la porta del capo. Il grande Orso tirò via
il suo berretto pennuto e lo gettò molte volte nell'aria. Girando poi
alle sue mogli lui disse loro di costituire pronto una festa di Cane Bianca; e lui
offerto i suoi prodi vanno e recuperano gli animali.
Quindi un grande fuoco fu costruito sulla prateria, una distanza corta da
la casetta del capo, e la pentola di festa enorme fu sospesa da un
sollevi con una gru sulle fiamme che ruggiscono. Prima, approssimativamente quindici galloni di acqua
sia messo in; poi le mogli di Grande Orso, alcuno di chi erano vecchi e
grinzoso, altri essendo flessibile come daini, grassoccio e brillante-dagli occhi il busied
loro che raggruppano erbe.
Del digged profondo nella palude per "pantano-sventura", altri percorsero,
fra le radici nodose per il piccolo noce-come tubero al quale si aggrappa