Amy E. Samuel M.;Zwemer Zwemer
Capitolo 16
doveva essere molto ricco quando io cominciai ad essere un uomo. Il mondo mai
sembrato essere un luogo molto cattivo a me, né tutte le persone per essere
peccatori miseri, anche quando io ero molto tristezza. Io non faccio
ricordi che chiunque mai mi faceva alcuna grande ingiustizia, né che io
mai fu oppresso o malato trattò in alcun modo, anche dai ragazzi a
scuola. Io ero triste, io suppongo, perché la mia infanzia era così oscura,
e, più tardi, perché io ero sfortunato in tutto io intrapresi, coltivi io
finalmente credè io fui intrapreso da fato, ed io sognavo quello
la vecchia balia gallese e la Donna dell'Acqua tra loro avevano
votato intraprendermi alla mia fine. Ma la mia naturale disposizione deve
è stato allegro, come io spesso ho pensato.
Fra i giovanotti della mia età io non ero mai ultimo, o anche fra l'ultimo,
in qualsiasi cosa; ma io non ero mai prima. Se io addestrassi per una corsa, io ero
sicuro storcere la mia caviglia nel giorno quando io ero correre. Se io tirassi
un remo con altri, il mio remo era sicuro ad interruzione. Se io competessi per un
apprezzi, dell'incidente imprevisto prevenne il mio vincitore esso all'ultimo
momento. Nulla al quale io mi misi la mano riuscì, ed io ottenni il
reputazione di essere sfortunato, finché i miei compagni sentirono era sempre
cassaforte per scommettere contro me, nessuna questione quello che è probabile che gli aspetti siano. IO
fu scoraggiato e disattento in tutto. Io rinunciai all'idea
di competere per alcuna distinzione all'Università, confortando
io col pensiero che io non potevo fallire nell'esame
per il grado all'ordine del giorno. Il giorno prima dell'esame cominciò io
precipiti malato; e quando finalmente io recuperai, dopo una fuga stretta da
morte, io girai mio indietro su Oxford, ed andò in giù a visitare da solo
il vecchio luogo dove mi era nato, debole in salute e
profondamente disgustò e scoraggiò. Io ero ventun anni di
invecchi, padrone di me e della mia fortuna; ma così profondamente aveva il lungo
catena di piccole circostanze sfortunate mi colpì che io pensai