Amy E. Samuel M.;Zwemer Zwemer
Capitolo 23
un studente povero. Io cominciai con l'intenzione di andare a Leipzig,
determinato stare là finché dell'evento dovrebbe dirigere la mia vita o
cambi il mio umorismo, o faccia insieme una fine di me. Il corriere speciale
treno fermò a della stazione della quale io non conobbi il nome. Esso
era crepuscolo nel pomeriggio di un inverno, ed io sbirciai attraverso lo spesso
protegga con vetro dal mio posto. Improvvisamente un altro treno venne scivolando in da
la direzione opposta, e fermò lungo del nostro. Io guardai a
la carrozza che accadde essere in linea col mio, e lesse inattivamente il
lettere nere dipinsero su un dondolamento di asse bianco dall'ottone
ringhiera: BERLINO--ACQUA DI COLONIA--PARIGI. Poi io guardai su alla finestra
sopra. Io cominciai violentemente, e la traspirazione fredda ruppe fuori
sulla mia fronte. Nella luce fioca, non sei piedi da dove io sedetti,
Io vidi la faccia di una donna, la faccia che io ho amato, il diritto, multa
caratteristiche, gli occhi strani, la bocca meravigliosa, la pelle pallida.
La sua acconciatura era un velo scuro che sembrò essere allacciato circa lei
testa e passò sulle spalle sotto il suo mento. Come io gettai in giù
la finestra e si inginocchiò sul posto provvisto di cuscini, mentre inclinandosi lontano fuori per ottenere
una migliore vista, un fischio lungo gridò attraverso la stazione,
seguito da una serie rapida di ottuso, sferragliando suoni; c'era poi
un disdegni sobbalzo, ed il mio treno si mosse su. Fortunatamente la finestra era
restringa, mentre essendo quello sul posto, accanto alla porta o io credo
Io avrei saltato poi e là fuori di lui. In un istante il
la velocità aumentò, ed io ero trasportato rapidamente nel
direzione opposta dalla cosa io amai.
Per un trimestre di un'ora io posai di nuovo nel mio luogo, assordò dal
la repentinità dell'apparizione. Finalmente uno dei due altro
passeggeri, un grande e sfarzoso capitano del Konigsberg Bianco
Corazzieri, suggerì civilmente ma fermamente che è probabile che io chiuda mio
finestra, come la sera aveva fredda. Io facevo così, con una scusa, e