Amy E. Samuel M.;Zwemer Zwemer
Capitolo 27
del mio adorato zio, il sedicesimo o diciassettesimo Barone Bluebell--io
dimentichi precisamente quanti ci sono stati di loro. Ed io--La faccia
sa io sono chi?" Lei rise, mentre sapendo bene che io non facevo.
"No", io risposi francamente. "Io non ho la minima idea. Io chiesi
sia presentato perché io La riconobbi. Forse--forse Lei è un
Il Signorina Bluebell?"
"Considerare quello Lei è un vicino di casa, io gli dirò io sono chi,"
lei rispose. "No; Io sono della tribù di Bluebells, ma il mio nome è
Lammas, ed io sono stato dato per capire che io fui battezzato
Margaret. Essendo una famiglia floreale, loro mi chiamano Daisy. Un terribile
Uomini americani mi dissero una volta che mia zia era un Bluebell e che io
era un Harebell--con due l's ed un e--perché i miei capelli sono così spessi.
Io L'avverto, così che Lei può evitare fare tale cattiva freddura."
"Sembro un uomo che fa freddure?" Io chiesi, mentre essendo molto
consapevole della mia faccia tristezza ed occhiate tristi.
Il Signorina Lammas mi guardò criticamente.
"No; Lei ha un temperamento luttuoso. Io penso che io posso avere fiducia in Lei,"
lei rispose. "Lei pensa Lei potrebbe comunicare a mia zia il
fatto che Lei un Cairngorm ed un vicino di casa sono? Io sono sicuro lei può
piaccia sapere."
Io mi inclinai verso la vecchia signora, mentre gonfiando i miei polmoni per un grido. Ma
Il Signorina Lammas mi fermò.
"Quello non è dell'uso" di slightest, lei il remarked. "Lei può scrivere
esso su un po' di carta. Lei è improvvisamente sorda."
"Io ho una matita", io risposi; "ma io non ho carta. Il mio polsino
faccia, pensa?"
"Oh, sì!" risposto il Signorina Lammas, con alacrità; "uomini fanno quello spesso."
Io scrissi sul mio polsino: Il "Signorina Lammas mi augura spiegare che io sono
il Suo vicino di casa, Cairngorm." Poi io tenni fuori il mio braccio di fronte al vecchio
il naso di signora. Lei sembrò perfettamente abituata al procedimento,
metta sui suoi occhiali, legga le parole, sorrise, accennò col capo, ed indirizzò
io nella voce non terrena particolare a persone che non sentono niente.