Amy E. Samuel M.;Zwemer Zwemer
Capitolo 17
ha preso rifugio nei miei cervelloni, ed il mio cuore è divenuto il più più
ragionevole di tutti i cuori. Se io avessi la buon fortuna per essere al
stesso tempo un artista e ricco, io dovrei reclamare la vita come un dramma; ma
essendo né quello né l'altro, io lo tratto come una questione di
affari."
M. Leminof cominciò di nuovo la sua passeggiata, ed in Gilbert passeggero, diede
lui un'occhiata subito l'altezzoso e carezzando, come un mastino enorme
getterebbe su un spaniel che non temendo niente, si avvicinerebbe il suo
maestà grande-dentata familiarmente ed offre di giocare con lui. Lui
ringhi rumorosamente, ma tatti nessuna rabbia. C'è qualche cosa nell'occhio
di un spaniel che costringe i grandi cani a prendere la loro familiarità in
buona parte.
"Ah, poi il signore", detto il Conto, "da Suo proprio ammissione Lei è un
egotista perfetto. Il Suo grande scopo è vivere, e vivere per
Lei."
"Quasi è così", Gilbert risposto, "solamente io evito usare la parola,
è un poco sodo. Non che io nacqui un egotista, ma io ho
divenga uno. Se io ancora possedessi il cuore che io avevo a venti, io
avrebbe dovuto portare qui con me alcuni le idee molto romantiche. Lei può
bene rida, signore, ma suppone io ero arrivato al Suo castello dieci anni
fa; sarebbe stato con un'intenzione fissa di amarLa un
grande quantità, e di creazione Lei mi ama. Ma ora, mon Dieu! ora io
sappia un poco del mondo, ed io dico a me che ci può essere
nessuna domanda tra noi ma un affare, e quelli buoni affari devono
sia vantaggioso ad ambo le feste."
"Cosa un uomo terribile che Lei è", pianse il Conto con un beffando
risata. "Lei distrugge le mie illusioni senza la pietà, Lei ferì mio
anima poetica. Nella mia semplicità, io immaginai, che noi dovremmo essere
innamorato dell'un l'altro. Io intesi di fare un amico intimo di
mio secretary,--il caro confidente di tutti i miei pensieri, ma al
momento quando io ero preparato per aprire le mie braccio a lui, l'ingrate dice
a me in un tono studiato: 'Il Signore, ci non è niente ma la domanda di