Amy E. Samuel M.;Zwemer Zwemer
Capitolo 61
Nulla gli rispose eccetto la bastonata del suo cuore, ed il
mormori del vento che continuò a tormentare i cardini del
finestra di dormitorio.
La galleria nella quale era entrato Gilbert fu divisa a metà strada in
la sua lunghezza da due passi, al fondo di che era un grande ferro
porta, sempre tenuto aperto durante il giorno, ma chiuse e duplice-chiuse
come insorse notte. Avvicinandosi questo, Gilbert vide una luce debole
luccicando debolmente sotto della porta. Lui discese i passi, e guardando
attraverso la chiave-buco dalla quale era stata prelevata la chiave, sega
quello che cambiò l'angoscia spaventosa nel quale lui stava soffrendo appena
sorpresa e terrore.
A venti ritmi da lui lui vide la figura terrificante di un fantasma
stando in piedi eretto; fu avvolto in una grande ferita di stoffa bianca
molte volte arrotonda il suo corpo, mentre passando il suo braccio sinistro sotto, e
precipitando sulla spalla corretta. In una mano contenne una torcia ed un
spada, nell'altro una cornice d'ebana ed ovale della quale poteva solamente Gilbert
veda la schiena, ma che sembrò includere un ritratto. La faccia di
questo spettro fu emaciato, disegnato, e di lunghezza insolita; la sua pelle,
si appassito ed asciuga, sembrò essere incrostati sulle sue ossa, suo
carnagione era giallastra; una traspirazione profusa gocciolò da suo
sopracciglia ed incollò i capelli ai suoi tempi. Nulla potrebbe descrivere
l'espressione di terrore nella sua faccia. Sembrò a Gilbert che
i suoi due bulbi oculari che brucia penetrarono anche attraverso la porta, tuttavia
loro non videro niente che li circondò; la loro visione sembrata girata
fra, e l'oggetto invisibile che assicurò il loro sguardo fisso, un cuore
bazzicato da spettri.
Improvvisamente i labbra di questo vagabondo notturno aprirono, ed un altro
gema più terribile che il primo emesso da loro. Sembrò come
se il suo seno oppresso desiderasse scuotere via da un sforzo violento un
montagna della stanchezza, il peso di che stava schiacciandolo, o