Amy E. Samuel M.;Zwemer Zwemer
Capitolo 82
la presenza di suo padre. Il Conto rimase silenzioso per alcuni
tempo; lui guardò fisso con un occhio freddo sul flessibile e corpo delicato di
suo figlio, l'eleganza squisita della sua forma la sua multa e delicato
caratteristiche, incorniciate nell'oro leggermente scurito dei suoi capelli. Mai
se la bellezza del suo bambino avesse riempito il cuore di suo padre con
amarezza di keener. Come per Gilbert, lui aveva solamente occhi per un piccolo
macchia nera sulla quale lui notò per la prima volta l'uniformemente
carnagione pallida di Stephane: era come un quasi impercettibile
voli, sotto l'angolo sinistro della sua bocca.
"Quella è la talpa", pensiero lui, e lui immaginò lui potrebbe sentire il
voce dell'uggiolare di sonnambulo:
"Porti via quella talpa! mi fa male!"
Rabbrividendo a questo ricordo, lui si sentì tentato per rivestire di vimini dal
stanza; ma un'occhiata dal Conto lo richiamò a lui; lui fece un
sforzo forte di dominare la sua emozione, e riparando i suoi occhi sul
finestra, lui guardò alla pioggia cadente.
"Come una domanda preliminare", esclamò improvvisamente il Conto, mentre parlando
a suo figlio; "mi faccia il favore, signore, dirmi quanta durata Lei
è passato in quello che Lei chiama una prigione sotterranea, per io non ricordo."
La faccia di Stephane colorato con un rossore vivido. Lui esitò un momento
e poi rispose:
"Io ero in tutte le quindici ore là che apparve a me finché
quindici giorni."
"Lei vede!" disse il Conto, mentre guardando a Gilbert. "Ed ora", ricapitolò
lui, ci "permetta di venire al punto; una scena della più grande improprietà
accaduto in questa casa questa mattina. Fritz, il mio valletto in
presentandosi al mio segretario che è il mio amico permise
lui per dire tre volte: 'Buono-mattina, camerata; camerata, buono-
mattina!'"
A questo mette in parole i labbra di Stephane contratti leggermente, come se circa a
sorriso; ma il sorriso fu arrestato sul suo modo.
"La mia piccola storia diverte Lei, apparentemente" intraprese il Conto,
elevando la sua testa.
"È la follia incredibile di Fritz che mi devia", rispose