Amy E. Samuel M.;Zwemer Zwemer
Capitolo 88
"non dimentichi, io imploro di Lei, chiudere la porta dietro a Lei."
Gilbert promise questo. "Funziona bene", pensiero lui; la "sua cautela
prova a me che il cancelletto non è chiuso." Lui non si sbagliò.
Per la convenienza del suo trasporto, il servo della gleba l'aveva lasciato
mezzo apre, mentre portando solamente la precauzione a chiusura e duplice-serratura il
porta della grande scala. Gilbert aspettò finché Ivan era arrivato
la seconda storia, ed immediatamente il remounting su cammini in punta di piedi, lui scagliò
nel corridoio, seguì la sua lunghezza intera, si rivolta alla destra,
passato di fronte allo studio del Conto, si rivolse una seconda volta alla destra,
si trovi nella galleria che condusse alla torre quadrata, saltò
attraverso il cancelletto, ed arrivò senza ostacolo al piede del
domini scala. Lui trovò i passi fatti la lettiera col frammenti di
pentole rotte e fiori. Come lui cominciò a discendere, voci forti vennero
ai suoi orecchi; lui pensò per un momento che M. Leminof era col suo
figlio. Questo non lo girò dal suo progetto. Lui non aveva niente a
celi. "Io implorerò il Conto lui", pensiero lui, leggere mio
lettera di addio a suo figlio." Essendo giunto alla cima del
scala, lui attraversò un vestibolo e si trovò in un lungo, scuro
alcova, illuminato da una porta di vetro solitaria, aprendo nel grande
stanza ordinariamente occupata da Stephane. Questa porta era in disaccordo, ed il
scena strana che si presentò a Gilbert, come lui si avvicinò,
lo tenuto immobile alcuni passi dalla soglia. Stephane, con
suo indietro verso lui, stette in piedi con le sue braccio attraversate sul suo seno.
Lui non stava parlando a suo padre, ma a due ritratti di santi
appendendo dal muro sopra di un cero illuminato. Questi due dipinti
su legno, nello stile di Padre Alexis San Giorgio rappresentato e
San Sergius. Il bambino, guardando a loro con occhi che brucia,
li apostrofati in una voce che trema con rabbia, ad intervalli
bollando il suo piede ed attraversando furiosamente le sue mani suo lungo