Capitolo 24
presenti ad AEneas ed Anchises di cose preziose in oro ed argento,
e lui spedì piloti alle navi, e cavalli e braccio per gli uomini. E
Andromache diede accappatoi ricamati ad Ascanius ed un mantello battuto in
oro.
Presto dopo i vagabondi offrirono addio ai loro amici, e set
vela. Il prossimo giorno loro entrarono in vista di Italia con la quale loro salutarono
rumore grida dell'allegrezza. Era il punto sud-orientale del
penisola, e come il Trojans si avvicinò, loro videro un porto in
quale loro corsero le loro navi. Qui loro andarono a riva ed offrirono
sacrifici a Minerva, ed anche a Juno, ricordando il consiglio di
Helenus. Ma quella parte del paese che è abitato da greci, loro
l'alacrità fatta per partire, e frequentando il loro corso verso sud, loro passarono
dalla Baia di Ta-re non ed in giù la costa finché loro vennero il
ingresso dello stretto ora chiamato Messina. Questo era un punto di pericolo,
per il ruggire forte del mare li avvertì che loro non erano lontano
dal Charybdis terribile. Rapidamente Palinurus girò la sua nave al
sinistra, e, tutti gli altri che seguono, fatto diritto per il siciliano
spiaggia. Qui loro pressocché sbarcarono al piede di AEtna, famoso poi come in
nostri propri tempi come un vulcano o montagna che brucia. Sotto questa montagna,
secondo una vecchia leggenda, Giove imprigionò En-cel'a-dus, uno di
i giganti che avevano osato fare guerra contro cielo, e come spesso come
il gigante girò i suoi lati stanchi, ogni Sicilia tremò e la montagna
spedito avanti fiamme di fuoco e ruscelli di fuso lavico.
Enceladus, loro dicono, trafisse da Jove,
Con lembi distrutti venne cadendo sopra da;
E quando lui precipitò, il padre vendicatore disegnò
Questa collina fiammeggiante, e sul suo corpo gettò.
Come spesso come lui gira i suoi lati stanchi,
Lui scuote l'isola solida, e fuma, i nascondigli di cieli.
DRYDEN, _AEneid_ il Libro III.
Ma accanto agli orrori della collina fiammeggiante" era un altro pericolo
a che ora furono esposti i Trojans. Sicilia era la terra del