Capitolo 26
apparso entrare in giù dalla montagna nel mezzo dei suoi greggi. Un
mostro orrido che lui era, "enorme, terribile, orrendo, orribile, cieco." Nel suo
dia lui portò il tronco di un albero di pino per guidare i suoi passi, e
sgambando all'orlo dell'acqua, lui passò a guado lontano nel mare, ancora le onde
non tocchi i suoi lati.
Il Trojans arrivò ora rapidamente ai loro vasi, mentre prendendo Achemenides con
loro, e loro adoperarono i loro remi con la massima velocità. Sentendo il
voci dei rematori e la spazzata dei loro remi, il gigante cieco
protese le sue mani nella direzione del suono, mentre cercando a
afferri i suoi nemici, come lui li prese per essere. Ma il Trojans aveva
oltre la sua portata. Poi nella sua ira e delusione il mostro
elevato un possente grida quale echeggiò dalla montagna parteggia e portò
avanti il suo fratelli dai loro boschi e caverne.
"A cielo lui alza un ruggito mostruoso,
Quale spedisce un brivido attraverso le onde,
Scuote alla sua base la spiaggia italiana,
E risuonando corse attraverso le caverne di AEtna.
Da pietre e boschi l'oste di Ciclope
Giunco spaventò avanti, e si accalca la costa.
Sfolgorando fiero là noi li vediamo stare in piedi
In ira inattiva, un nastro orrendo,
I figli di AEtna, portando alto
Le loro cime che torreggiano al cielo."
CONINGTON, _AEneid_ il Libro III.
Dopo essere scappato così dal Polyphemus terribile, i vagabondi di Trojan
navigato lungo le coste della Sicilia, e venendo al nord-ovest
estremità dell'isola, loro misero a riva a Drep'a-num. Qui AEneas
si incontrato con una sfortuna che aveva predetto nessuni dei profeti. Questo
era la morte del suo padre Anchises venerabile.
"Dopo lavori senza fine (spesso lanciò
Andando su tutte le furie temporali e controllato su ogni costa),
Mio caro, caro padre, esausto con età, io persi,--
Agio delle mie cure, e conforto del mio dolore,
Salvato attraverso milli lavori faticosi, ma salvò invano!
Il profeta che i miei dolori futuri rivelarono,
Ancora questo, il più grande ed il peggiore, nascosto,