Capitolo 37
sulla nostra spiaggia."
La regina ascoltò il consiglio di sua sorella con piacere, più
specialmente come era in accordo con suoi propri sentimenti. I suoi scrupoli
su un secondo matrimonio presto svanito, e così lei continuò
intrattenga il Trojans ed il loro capo con ospitalità principesca.
Ed ora lei conduce il capo di Trojan lungo
I muri alti, tra la folla occupata;
Mostre la sua ricchezza di Tyrian, e città sorgente,
Quale amore, senza il suo lavoro fa suo proprio.
Questa pompa che lei mostra, tentare il suo ospite di vagabondaggio:
La sua lingua esitante impedisce di parlare il resto.
Quando giorno declina e feste rinnovano la notte,
Ancora sulla sua faccia lei alimenta la sua vista affamata;
Lei brama di nuovo sentire il principe riferire
Sue proprie avventure, ed il fato di Trojan.
Lui gli dice o'er ed o'er; ma ancora invano;
Per ancora lei implora ancora una volta sentirlo.
DRYDEN, _AEneid_ il Libro IV
Nel frattempo la dea Juno, guardando il corso di eventi, anche la sega
il vantaggio, alla sua città favorita, di un'unione col capo di Trojan.
Se lui e la sua gente, lei pensò, potrebbe essere persuaso a stabilire in
Carthage che la città e non i lunghi parlarono di Roma, verrebbe ad essere
il centro del potere ed il regolo del mondo. Lei propose perciò
a Venere un trattato della "pace eterna" sulla condizione di un matrimonio
tra Aeneas e Dido.
"Il Suo Trojan col mio Tyrian ci permise di congiungere;
Quindi Dido sarà i Suoi, miniera di AEneas--
Un regno comune, uno unì linea."
DRYDEN, _AEneid_ il Libro IV.
Venere non era a tutti ingannati da questo discorso plausibile. Lei bene
capito il motivo e scopo di Juno per assicurare il potere futuro e
gloria per Carthage e devia da Roma l'impero del mondo,
ciononostante lei rispose nel parole dire mite "Che potrebbe essere così
sciocco come rifiutare tale alleanza, e preferisce essere in lotta con
la regina di cielo? C'è ancora una difficoltà. Io non so se