Capitolo 67
una cena-festa per decapitare un uomo che accadde di essere in prigione
condannato su una carica di capitale. Quando il suo fratello Titus era
Censuri che mi precedè lui scappò; ma io e Flaccus non potevamo
approvi un atto di concupiscenza così criminale ed abbandonata, specialmente
come, inoltre l'onta personale, procurò il disonore il
Governo.
13. Io sono stato detto da uomini più vecchio che me spesso che disse quello
loro l'avevano parlato come ragazzi ai vecchi uomini nei quali Gaius Fabricius era
l'abitudine di esprimere lo stupore ad avendo sentito, quando inviato
alla sede centrale di re Pyrrhus, dal Thessalian Cineas,
che c'era un uomo di Atene che professò essere un
"filosofo", ed affermò che tutto quello che noi facevamo doveva essere
si riferito a piacere. Quando lui disse questo a Manius Curius e
Publius Decius, loro usarono a commento che loro hanno desiderato che il
Samnites e Pyrrhus stesso terrebbero la stessa opinione. Esso
molto sia più facile conquistarli, se loro avessero dato una volta
loro finito alle indulgenze sensuali. Manius Curius era stato
annunci con P. Decius che quattro anni di fronte al primo
consolato si era dedicato a morte per la Repubblica. Ambo
Fabricius e Coruncanius lo seppero anche, e dal
esperimenti delle loro proprie vite, così come dall'azione di P.
Decius, loro erano di opinione che là è esistita qualche cosa
intrinsecamente nobile e grande che fu cercato per sua propria causa,
ed a che puntarono tutti i migliori uomini, al disprezzo e la negligenza
di piacere. Perché poi io spendo così molte parole sul soggetto di
piacere? Perché, perché, lontano dall'essere una carica contro la maturità,
che non fa molto tatto la mancanza di alcuni piaceri, è suo più alto
encomio.
Ma, Lei dirà, è privato dei piaceri della tavola, il
ammucchiato su asse, il passare rapido della vino-tazza. Bene, poi, esso
è anche libero da mal di testa, digestione disordinata, sonno rotto. Ma
se noi dobbiamo accordare piacere qualche cosa, da quando noi non lo troviamo facile
resistere a suo charms,-per Platone, con inspirazione felice le chiamate